Perché molte imprese italiane aumentano i ricavi ma perdono solidità? Fabio Splendori analizza il rischio della crescita senza marginalità e il ruolo decisivo del controllo di gestione.
Nel sistema economico italiano, il fatturato continua a essere il parametro più utilizzato per misurare la salute di un’impresa. Tuttavia, secondo Fabio Splendori, questo indicatore può nascondere una realtà molto diversa.
Sempre più PMI registrano fatturati in crescita ma utili stagnanti o negativi. Un fenomeno che sta trasformando l’espansione commerciale in un fattore di fragilità strutturale.
Quando il fatturato non racconta tutta la storia
Per Fabio Splendori, il punto critico non è il volume dei ricavi, ma la loro qualità. Vendere di più non significa automaticamente generare valore, soprattutto in mercati ad alta competizione e con costi operativi in costante aumento.
Molte PMI aumentano il numero delle commesse, ampliano il portafoglio clienti e accelerano la produzione. Tuttavia, senza un’analisi precisa della marginalità per cliente o per linea di business, il fatturato può nascondere inefficienze operative e prezzi mal calibrati.
In questi casi emergono dinamiche ricorrenti:
- Sconti eccessivi per acquisire nuovi clienti
- Contratti a marginalità ridotta o sottocosto
- Crescita dei costi indiretti non monitorati
- Aumento del capitale circolante necessario a sostenere i volumi
Il risultato è una struttura che lavora di più ma trattiene meno valore.
Debiti aziendali e crescita fragile
Secondo Fabio Splendori, uno dei segnali più evidenti di crescita non governata è l’aumento dei debiti aziendali. Il credito, nato come leva di sviluppo, diventa uno strumento necessario per sostenere l’operatività ordinaria.
Quando i margini non coprono il fabbisogno finanziario, l’impresa entra in una dinamica rischiosa:
- Più fatturato per coprire i debiti
- Più debiti per sostenere il fatturato
Questa spirale riduce progressivamente la libertà strategica e rende l’azienda vulnerabile a shock esterni come l’aumento dei tassi o il rallentamento della domanda.
Il ruolo decisivo del controllo di gestione
Per Fabio Splendori, la differenza tra crescita solida e crescita illusoria si gioca sul terreno del controllo di gestione.
Monitorare:
- marginalità reale
- punto di equilibrio
- flussi di cassa
- sostenibilità del debito
consente di distinguere ciò che genera valore da ciò che lo erode.
Senza questi strumenti, il fatturato resta un indicatore incompleto, incapace di descrivere la reale condizione economica dell’impresa.
Ripensare il significato di crescita
La riflessione di Fabio Splendori non è una critica alla crescita in sé, ma un invito a ridefinirne il significato. Crescere non vuol dire semplicemente fare più fatture. Significa costruire un modello economico capace di produrre margini sani, liquidità stabile e debiti sostenibili.
In un contesto economico sempre più complesso, la leadership imprenditoriale si misura nella capacità di leggere i numeri in profondità e di rinunciare, quando necessario, a un fatturato non profittevole.
Perché, come sottolinea Splendori, un’impresa solida non è quella che fattura di più. È quella che resta in equilibrio quando il mercato smette di crescere.





